| Alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, Meloni ha preso posizione in Senato su un dossier che divide l’Occidente. L’intesa sul gasolio russo, annunciata da Trump il venerdì precedente, è per la premier una scelta molto rischiosa. Tra i rischi indicati ci sono una legittimazione per Mosca mentre le bombe cadono sulle città ucraine, nuove entrate per finanziare la guerra e un indebolimento della leva sanzionatoria. Meloni ha aggiunto che l’impennata dei prezzi dei carburanti dipende soprattutto dalla guerra in Iran, non dal conflitto in Ucraina. Ha poi chiesto che i Ventisette individuino una figura autorevole che porti al tavolo negoziale la voce dell’Europa. La replica di Mosca è stata immediata. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha dichiarato all’ANSA che non sono affari suoi. Il presidente ucraino Zelensky ha invece ringraziato la premier. Il 16 ottobre Trump ha risposto, definendo l’accordo globale e una buona cosa. Lo stesso 14 ottobre Zelensky, a Londra, è stato intervistato da Piers Morgan. Ha detto che è doloroso quando Trump sceglie una parte che non è quella ucraina, e alla domanda se si sentisse tradito ha risposto di sì, precisando che la questione è più complessa delle sue emozioni. Il contesto, secondo Reuters, è che Trump aveva chiesto un nuovo presidente per l’Ucraina dopo aver accettato di allentare le sanzioni sulle esportazioni russe di diesel. Zelensky ha anche chiesto a Elon Musk di non limitare Starlink, usato dall’esercito ucraino. Il vertice si apre dunque con l’Europa divisa sulla strategia. Il Consiglio europeo si è aperto con un confronto tra i leader e Zelensky. Meloni ha inoltre detto che sulla possibilità di derogare ai vincoli fiscali Ue per l’energia una soluzione è vicina. dalla Redazione ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Gasolio russo, Meloni attacca l’intesa Trump-Putin. Zelensky: «Doloroso perdere un partner»























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