| Decine di agricoltori e allevatori provenienti da tutte le province della Lombardia si sono radunati martedì 10 marzo in piazza Duca d’Aosta, davanti al Pirellone — la sede del Consiglio regionale — per lanciare un forte “SOS per i campi in scacco”. La mobilitazione è stata promossa da Coldiretti Lombardia per richiamare l’attenzione sulle numerose difficoltà che, secondo gli organizzatori, stanno mettendo sotto pressione il settore agricolo. Una “scacchiera” per raccontare la crisi La protesta è stata accompagnata da un forte impatto visivo: davanti alla sede regionale è stata allestita una maxi‑scacchiera che simboleggia la situazione degli agricoltori lombardi. La pedina del re bianco, che rappresenta l’agricoltura, appare circondata da pedine nere, metafora delle minacce che, secondo gli agricoltori, ne ostacolano la sopravvivenza. Sburocratizzazione reale e concreta: gli agricoltori chiedono semplificazioni che restituiscano tempo al lavoro nei campi e nelle stalle, denunciando l’eccesso di carte, controlli e procedure complesse che sottraggono tempo prezioso alla produzione. Contro le pratiche sleali di mercato: una richiesta di vigilanza sui prezzi di vendita, considerati troppo bassi rispetto ai costi di produzione. Sostegno alle filiere in crisi: in particolare quella del riso e del vino, prodotti fondamentali per l’economia agricola lombarda, che secondo Coldiretti rischiano di soffrire fortemente. Valorizzazione del cibo locale e tutela del territorio: la protezione della terra fertile e la promozione dei prodotti tipici della regione sono stati al centro dei discorsi dei partecipanti. Controllo della fauna selvatica e prevenzione dei danni: tra le criticità denunciate figura anche l’aumento di danni causati da animali selvatici nelle campagne. Diversi manifestanti hanno portato campanacci, simbolo delle difficoltà degli allevatori, soprattutto nelle zone montane, mentre altri hanno mostrato scatoloni colmi di documenti per rappresentare la giungla burocratica che affrontano quotidianamente. La protesta si è svolta in forma pacifica e con la partecipazione di delegazioni da tutta la Lombardia, compresi oltre 600 soci provenienti dalla provincia di Brescia, che hanno evidenziato come la sburocratizzazione sia essenziale per restituire dignità al lavoro di chi produce cibo e presidia il territorio. Sara Akoubi ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Milano, la protesta di Coldiretti sotto il Pirellone per “SOS campi in scacco”























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