Il discorso di fine anno del Presidente Mattarella invita alla riflessione 

Nel discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il suo nono discorso di fine anno, ha tracciato una linea che unisce i diversi temi che stanno angosciando l’umanità.

“Non possiamo distogliere il pensiero da quanto avviene intorno a noi. Nella nostra Italia, nel Mondo”, ha detto il Presidente, offrendo così degli spunti di riflessione.

Ha toccato il tema della violenza che si declina nelle guerre che stiamo vivendo e che si svolgono non lontano da noi, e nella “più odiosa” violenza sulle donne. SI è, quindi, rivolto ai più giovani esortandoli all’amore che “non è egoismo, dominio, malinteso orgoglio. L’amore – quello vero – è ben più che rispetto: è dono, gratuità, sensibilità.”

Quindi, ha fatto riferimento alla violenza verbale soprattutto quella presente nella rete.

Ha poi affrontato il tema del lavoro, e del lavoro sottopagato.

Interessante il passaggio sulla democrazia: “Quando la nostra Costituzione parla di diritti, usa il verbo “riconoscere”. Significa che i diritti umani sono nati prima dello Stato. Ma, anche, che una democrazia si nutre, prima di tutto, della capacità di ascoltare.” Passaggio, questo, che ha permesso di introdurre il tema dell’unità. La Repubblica è forte in quanto unita e si riconosce nei valori fondanti della costituzione: solidarietà, libertà, uguaglianza, giustizia e pace.

Laura Pigoli
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