| Oggi si accende il pallone. Dopo quattro anni di attesa, i Mondiali di calcio FIFA 2026 aprono ufficialmente i battenti con la cerimonia inaugurale all’Estadio Azteca di Città del Messico — lo stesso stadio di Maradona nel 1986, oggi pronto a scrivere un nuovo capitolo della storia del calcio mondiale. Alle 19:30 italiane lo spettacolo prende vita in quello che diventa il primo impianto al mondo ad ospitare tre cerimonie inaugurali mondiali, dopo quelle del 1970 e del 1986. Sul palco si alternano Shakira — che canta Dai Dai, il brano ufficiale del torneo insieme a Burna Boy — J Balvin, Belinda, Alejandro Fernández, Los Ángeles Azules e Maná. Il tocco italiano lo porta Andrea Bocelli, che eseguirà DNA in coppia con Ejae. Alle 21:00 fischio d’inizio per Messico-Sudafrica, la prima partita del torneo, in diretta su Rai 1 e DAZN. Ma la novità più grande di questa edizione non è solo sul palco: per la prima volta nella storia della FIFA, non esiste una cerimonia unica. Ci saranno ben tre cerimonie, distribuite tra Messico, Stati Uniti e Canada, a rispecchiare l’anima tripartita di un Mondiale che non ha precedenti. I numeri parlano chiaro. Si passa dalle 32 squadre del Qatar 2022 alle 48 di quest’anno, con 104 partite totali — quaranta in più rispetto alla scorsa edizione — disputate in sedici stadi distribuiti su un intero continente. Il montepremi per il vincitore sale a 50 milioni di dollari. Le 48 nazionali sono divise in dodici gironi da quattro: le prime due di ciascun girone passano automaticamente al turno successivo, insieme alle otto migliori terze classificate, per un totale di 32 squadre nella fase a eliminazione diretta. La finale si giocherà il 19 luglio al MetLife Stadium di New York. Gli Azzurri non perdono tempo. Già domani, 12 giugno alle 21:00 italiane, l’Italia scende in campo al BMO Field di Toronto contro il Canada, nella prima partita del Gruppo B. Il cammino nel girone proseguirà poi il 18 giugno contro la Svizzera a Los Angeles e il 24 giugno contro il Qatar a Seattle. Tutte le partite degli Azzurri saranno trasmesse in chiaro su Rai 1. Perché tre paesi? La risposta è sia sportiva che politica. USA, Canada e Messico hanno unito le candidature nel 2017 sotto lo slogan United As One, scommettendo su un Mondiale diffuso capace di avvicinare un continente intero al calcio. Gli Stati Uniti vogliono usare questo torneo come trampolino verso futuri grandi eventi sportivi e come operazione di soft power su scala planetaria, in un momento in cui l’America sente il bisogno di proiettare un’immagine di apertura e di leadership globale. I Mondiali 2026 arrivano in un momento geopoliticamente teso — crisi energetica, inflazione, conflitti alle porte dell’Europa. La FIFA ci punta tutto. Il calcio, come sempre, prova a fare da collante tra popoli e culture lontane. Lo farà anche stavolta? La risposta inizia questa sera, alle 21:00, da un campo che profuma di storia. dalla Redazione ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Mondiali 2026: inizia la festa più grande della storia del calcio

























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