| Da oggi, 30 luglio, l’umanità vive a credito. È la data in cui, secondo il Global Footprint Network, la domanda di risorse naturali dell’anno supera quanto gli ecosistemi terrestri sono in grado di rigenerare in dodici mesi: da qui al 31 dicembre si consumeranno riserve che il pianeta non ha ancora prodotto. Il calcolo, spiega l’organizzazione internazionale che cura l’indicatore dal 1971, si ottiene dividendo la biocapacità della Terra per l’impronta ecologica dell’umanità e moltiplicando il risultato per i giorni dell’anno. Quest’anno la data cade sei giorni più tardi rispetto alle stime recenti, ma non per un consumo più sobrio: il rinvio dipende da una revisione al rialzo della capacità degli oceani di assorbire carbonio, che ha corretto i dati di base del modello. Per l’Italia il conto è già chiuso da tempo. Come riportano concordemente Il Fatto Quotidiano, Sky TG24 e Cittadinanzattiva, il paese ha esaurito la propria quota di risorse annuali il 3 maggio scorso, tre giorni prima rispetto al 2026 precedente: appena 123 giorni per bruciare un anno di biocapacità nazionale. Se tutta la popolazione mondiale vivesse con gli stessi consumi degli italiani, servirebbero quasi tre pianeti Terra per sostenerla. Il paradosso è tutto qui: mentre il mondo nel suo complesso arriva al capolinea a fine luglio, l’Italia ci arriva in primavera, ben prima della media globale. Una distanza che racconta più di ogni proclama quanto il modello di consumo del paese sia sbilanciato rispetto alla propria effettiva disponibilità di risorse: suolo agricolo, foreste, pesca, capacità di assorbimento delle emissioni. Global Footprint Network insiste sul fatto che la data non è un destino ma il risultato di scelte reversibili: la campagna #MoveTheDate stima che dimezzare lo spreco alimentare, ridurre le emissioni da trasporti e proteggere gli ecosistemi potrebbe spostare l’Overshoot Day di diversi giorni già nei prossimi anni. Per ora, però, il conto in rosso resta lì, sui libri contabili del pianeta, in attesa di essere saldato. dalla Redazione ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Il pianeta ha finito i risparmi: oggi è l’Earth Overshoot Day

























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