Riforma delle professioni, arriva il tirocinio pagato.

Il tirocinio gratuito negli studi professionali ha i giorni contati, ma la riforma che dovrebbe modernizzare quindici categorie professionali si porta dietro anche una rissa tutta interna al mondo delle professioni.
Il disegno di legge delega sulla riforma degli ordinamenti professionali, firmato dai ministri del Lavoro Marina Elvira Calderone e della Giustizia Carlo Nordio, è arrivato in Senato quasi un anno dopo il via libera del Consiglio dei ministri. Il testo riguarda quindici categorie, tra cui avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti e giornalisti, e punta a riallineare le regole italiane agli standard operativi europei. La novità più concreta riguarda i praticanti: il testo introduce il diritto al rimborso delle spese sostenute per conto dello studio e impone un contratto con un compenso economico proporzionato alle mansioni svolte, con l’unica eccezione dei tirocini attivati presso enti pubblici. Se la delega sarà approvata in via definitiva, il governo avrà ventiquattro mesi di tempo per adottare i decreti legislativi attuativi.
Proprio mentre il testo procede nel suo percorso parlamentare, un emendamento approvato dalla Commissione Giustizia della Camera ha riacceso una vecchia contesa di competenze. La modifica richiama l’«ambito giuslavoristico» tra le attività tipiche dei dottori commercialisti, e la reazione dei Consulenti del Lavoro non si è fatta attendere: il Consiglio nazionale della categoria ha parlato apertamente di un tentativo di «colpo di mano», ricordando che il sistema delle competenze professionali può essere modificato solo da disposizioni di legge esplicite, non da formule descrittive inserite in un testo di riforma. Di parere opposto il fronte dei commercialisti, secondo cui l’emendamento non altera gli equilibri esistenti tra le due categorie ma si limita a riconoscere formalmente attività di consulenza sul lavoro già esercitate da decenni negli studi.
Lo scontro, apparentemente tecnico, ha un peso economico reale: riguarda chi potrà legittimamente offrire consulenza alle imprese su contratti, buste paga e gestione del personale, un mercato conteso da due albi professionali con centinaia di migliaia di iscritti. Il testo prosegue ora il suo iter al Senato, con il fronte delle competenze tutt’altro che chiuso.

dalla Redazione

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