| Si chiude, con una confessione che lascia l’amaro in bocca, il giallo che per giorni ha tenuto in ansia il quartiere Prati, a Roma. La sera del 16 settembre si è presentato spontaneamente ai carabinieri della compagnia San Pietro, accompagnato dal proprio avvocato, l’uomo sospettato di aver sparato con un fucile ad aria compressa dalle vie del quartiere: Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50 anni, disoccupato, residente in via della Giuliana, proprio nella zona degli episodi. A incastrarlo è stato un controllo incrociato dei registri di vendita delle armerie della zona: gli investigatori hanno rintracciato l’acquisto, nei primi giorni di settembre, di un fucile ad aria compressa risalente a un uomo residente in via della Giuliana. Un elemento che ha permesso ai carabinieri di restringere il cerchio fino a bussare alla sua porta. Interrogato dagli inquirenti e dal pubblico ministero, il cinquantenne ha ammesso di aver premuto il grilletto, spiegando di averlo fatto “per divertimento”. La vittima principale della vicenda è la scrittrice e giornalista Cristina Stillitano, colpita da un pallino metallico che le si è conficcato nel tricipite. La donna è stata sottoposta a un intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile ed è ora fuori pericolo. Gli inquirenti non escludono che lo stesso uomo possa essere responsabile anche di un secondo episodio simile avvenuto nella stessa zona nei giorni precedenti, ma su questo punto le verifiche sono ancora in corso. Al momento Ciardiello Crescimanno è stato denunciato a piede libero per lesioni: la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, mentre restano da chiarire con precisione la dinamica completa dei fatti e le reali motivazioni del gesto, al di là della spiegazione fornita in sede di interrogatorio. Non è escluso che l’accusa possa essere in seguito aggravata, alla luce della pericolosità dell’arma utilizzata in un contesto urbano densamente abitato. Resta, sullo sfondo, il tema più ampio della facilità con cui armi ad aria compressa possono essere acquistate e utilizzate impropriamente in pieno centro città: un episodio che, pur risolto sul piano investigativo, riapre inevitabilmente il dibattito sui controlli nella vendita di questo tipo di strumenti. dalla Redazione ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Roma, il “cecchino” di Prati si arrende: “Sparavo per divertimento”
























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