Scuola bocciata dal caldo: aule a 36 gradi, sindaci e medici chiedono il rinvio

A pochi giorni dal suono della prima campanella, il termometro detta l’agenda scolastica al posto del calendario. Da Puglia, Sicilia, Calabria e Campania arriva un coro di richieste per posticipare il rientro in classe: la sesta ondata di calore della stagione sta investendo il Sud Italia con picchi fino a 36 gradi, e secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) solo l’11% degli istituti scolastici dispone di sistemi di climatizzazione, per lo più riservati agli uffici amministrativi. Le aule, spiega la Sima, restano affollate e ventilate al massimo da pale elettriche, con concentrazioni di CO2 che possono superare le soglie di sicurezza.
A muoversi per primi sono i sindaci. Roberto Nigro, primo cittadino di Stornara (Foggia), ha scritto al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro chiedendo un posticipo su base regionale o, in alternativa, la flessibilità per i singoli Comuni di modulare l’avvio delle lezioni. Sulla stessa linea Flavio Fasano, sindaco di Gallipoli (Lecce), che ha inviato una nota formale all’ufficio scolastico provinciale. In Puglia il calendario regionale fissa comunque l’apertura al 17 settembre. Ad Agropoli, in provincia di Salerno, una petizione lanciata su Change.org ha superato le 10mila adesioni in appena quattro giorni.
In Sicilia, dove l’ordinanza regionale sullo stress termico vieta il lavoro all’aperto tra le 12:30 e le 16, l’assessore all’Istruzione Girolamo Turano ha escluso rinvii: “Allo stato non è previsto nessun posticipo”. Posizione contestata dalla deputata M5s Ida Carmina, che ha depositato un’interrogazione al governo regionale.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato uno stanziamento di 20 milioni di euro per dispositivi di raffrescamento nelle scuole, promettendo un piano più ampio di efficientamento energetico. Non basta ai sindacati: la Flc Cgil, con la segretaria Gianna Fracassi, denuncia che “ci sono stati tre mesi per fare i lavori e non è stato fatto nulla”, mentre diverse sigle chiedono che i fondi del Pnrr fossero destinati proprio ai condizionatori. La Sima, dal canto suo, propone una soluzione drastica: tenere chiuse le scuole del Sud fino all’equinozio d’autunno, tra il 21 e il 23 settembre, per tutelare la salute di studenti e personale. Il ministero, per ora, non apre a un rinvio nazionale.
 
dalla Redazione
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