Istat conferma il rialzo dei prezzi a luglio: inflazione al 2,9%

L’Istat ha rivisto verso l’alto i dati provvisori di luglio: l’inflazione annua si attesta al 2,9% (contro il 2,8% stimato in precedenza) e quella mensile allo 0,3%. La causa principale è l’aumento dei carburanti registrato nella seconda parte del mese, che ha frenato il calo tendenziale osservato nei mesi precedenti (era al 3,2% a maggio e al 3,0% a giugno).

Energia e trasporti sotto pressione
Il comparto energetico resta il principale motore dei rincari, pur rallentando rispetto a giugno (dall’11,6% al 13%). A spingere sono soprattutto le tariffe regolamentate di gas ed elettricità, salite rispettivamente al 21,8% e al 9,7% su base annua. Sul fronte dei carburanti, l’aumento di benzina e gasolio nella seconda parte di luglio è legato alle tensioni internazionali, in particolare all’inasprimento del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Pesa anche il caro vacanze: il comparto di ristorazione e alloggio segna un aumento del 3,4% su base annua, spinto dai servizi di alloggio (+4% annuo) e dal recupero del trasporto aereo passeggeri.

Il “carrello della spesa” rallenta
Una nota positiva arriva dal paniere dei beni di consumo quotidiano: i prezzi di alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona scendono dall’1,3% all’1,0% su base annua. Anche il comparto alimentare nel complesso decelera, passando dall’1,6% all’1,1%, grazie soprattutto al calo dei prezzi di frutta e ortaggi.

Le prospettive per il 2026
L’inflazione “acquisita” per l’intero 2026 — cioè quella che si registrerebbe se i prezzi restassero fermi ai livelli di luglio — si attesta al 2,7%, ben al di sotto della stima del 3,1% formulata da Banca d’Italia lo scorso 17 luglio. Resta tuttavia l’incognita di agosto: i rincari di benzina e gasolio degli ultimi giorni fanno presagire un possibile nuovo aumento della corsa dei prezzi.

dalla Redazione
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