| La Banca centrale europea, riunita oggi a Berlino, ha deciso un nuovo rialzo dei tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, il secondo dopo quello di giugno. Il tasso sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali arriva al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Dietro la mossa c’è un’inflazione che non molla la presa: ad agosto ha toccato il 3,3%, il livello più alto da settembre 2023, spinta dalla nuova impennata dei prezzi di gas e petrolio. Per Francoforte, il rialzo è la risposta più diretta a un carovita energetico che rischia di radicarsi nelle aspettative di famiglie e imprese, proprio mentre l’economia europea dava segnali di tenuta. Ed è qui che la Bce introduce una nota di cauto ottimismo. Le nuove stime sul Pil dell’Eurozona sono state riviste al rialzo: +0,9% nel 2026 (contro lo 0,8% di giugno) e +1,4% nel 2027 (contro il precedente +1,2%). Il conto, però, arriva nel 2028, con la crescita attesa tagliata all’1,5% dal 2% stimato in precedenza: un segnale che i tassi più alti, nel tempo, si faranno sentire anche sull’attività economica. La presidente Christine Lagarde ha smorzato le domande sul futuro, precisando che la discussione odierna si è concentrata esclusivamente sulla decisione appena presa, senza aperture su un percorso predefinito per le prossime riunioni. Un modo per tenere il mercato con il fiato sospeso, ma senza promesse. Per l’Italia, l’effetto immediato si è letto sui mercati: lo spread tra Btp decennale e Bund tedesco è sceso a 83 punti base (da 84), con il rendimento del titolo di Stato italiano al 4,26%. Borsa Italiana ha reagito con cautela positiva, FTSEMib in rialzo dello 0,43%. Resta il nodo che tocca più da vicino famiglie e imprese: un costo del denaro più alto significa mutui e finanziamenti più cari, proprio nella fase in cui il potere d’acquisto è già eroso dai rincari energetici. La Bce scommette che stringere oggi eviti di dover stringere ancora più a lungo domani. Il conto lo faranno, come sempre, famiglie e imprese nei prossimi mesi. dalla Redazione ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Francoforte stringe ancora: la Bce alza i tassi al 2,50% per arginare il caro energia
























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