| Il volo FlyDubai è partito alle 6:05 di mercoledì 30 settembre da Dubai, diretto a Tel Aviv, con 174 passeggeri a bordo. Per la maggior parte erano israeliani e tra loro c’erano 27 bambini. Poco dopo il decollo, in cabina di pilotaggio è successo qualcosa che i media israeliani hanno paragonato all’11 settembre. Secondo le ricostruzioni, il copilota, di origine omanita, avrebbe aggredito il comandante, un cittadino indiano, ferendolo con un coltello e con l’ascia d’emergenza. Il comandante è stato trovato coperto di sangue. Il copilota avrebbe poi tentato di danneggiare la strumentazione e di far precipitare l’aereo. A fermarlo sono stati quattro passeggeri e un pilota fuori servizio, che sono entrati nella cabina di pilotaggio. Secondo le ricostruzioni la colluttazione è durata circa venti minuti e il copilota è stato immobilizzato e legato mani e piedi. I comandi sono tornati a un altro membro dell’equipaggio e l’aereo è atterrato in sicurezza a Tabuk, in Arabia Saudita, dove l’uomo è stato consegnato alla polizia. Secondo i media israeliani, durante l’emergenza sono decollati caccia israeliani. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha parlato di «tentato attentato jihadista» sventato solo grazie all’eroismo dei passeggeri israeliani. Israele ha reso omaggio agli «eroi a bordo» e segue la pista terroristica. Vatican News riporta che si indaga per terrorismo. Il movente però non è accertato. Per ora la qualifica di attacco jihadista arriva da una dichiarazione politica, non da un esito giudiziario, e le indagini sono appena iniziate. Resta da chiarire anche come un copilota possa aver portato un coltello in cabina e quali controlli si applichino all’equipaggio. Gli episodi di aggressione dall’interno della cabina mettono in discussione i protocolli sulle persone che hanno accesso ai comandi, che dopo l’11 settembre erano stati pensati soprattutto contro minacce esterne. Il volo collegava due Paesi che hanno normalizzato i rapporti solo di recente e l’evento può avere ricadute diplomatiche e sulle rotte tra Golfo e Israele, a evitare la tragedia sono stati passeggeri comuni, che hanno agito d’istinto in pochi minuti. dalla Redazione ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Il volo che non doveva arrivare: l’attacco sul Dubai–Tel Aviv e i venti minuti che hanno salvato 174 persone

























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