Wall Street, il giorno nero dell’intelligenza artificiale

Dopo il voto di metà mandato, il Nasdaq perde il 5,5% ed entra in correzione. Nvidia cede oltre il 9%, i chip il 12%. Il Dow Jones brucia 1.833 punti e cancella in un giorno il rally post-elettorale.

Wall Street ha vissuto la sua seduta peggiore da aprile 2025. A pagare il conto sono stati i titoli dell’intelligenza artificiale: chip, data center e i loro fornitori di energia. Ventiquattro ore prima la Borsa festeggiava la netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato. Poi il mercato ha cambiato lettura: un Congresso a guida democratica potrebbe rendere più lento e più costoso il boom degli investimenti nell’AI.
I numeri della seduta
Il Nasdaq ha chiuso a 24.315 punti, in calo del 5,52%. È ora oltre il 10% sotto il record del 6 ottobre: per gli operatori è una correzione.

Le vendite non hanno risparmiato nessuno. Tutti gli undici settori dell’S&P 500 hanno chiuso in rosso. Solo 71 titoli dell’indice sono saliti, contro 431 in calo; nell’energia nessuno ha chiuso in positivo.
Anche il Russell 2000, l’indice delle piccole società, è entrato in correzione. Il VIX, l’indice della paura, è salito di circa il 70% a 28,18 punti: è la chiusura più alta dal 30 marzo.
Le cause: l’onda blu e il nodo dei data center

Il mercato teme che il nuovo Congresso freni gli investimenti nell’AI. I Democratici hanno conquistato Camera, Senato e diversi governatorati chiave. In campagna elettorale il caro bollette aveva trasformato i grandi data center in un tema politico. Alcuni candidati democratici avevano chiesto limiti o pause ai nuovi progetti.
«Il mercato sta prezzando l’esito delle elezioni», ha spiegato Jakub Rochlitz, analista di eToro, citato da Fox Business. Secondo lui gli investitori ora prevedono che la costruzione delle infrastrutture AI diventi più lenta e più cara.

Pesa anche il timore di regole più severe sull’intelligenza artificiale. Le vendite sui tecnologici erano già cominciate il 4 novembre, nonostante il rally del resto del listino. Il 5 novembre si sono allargate a tutto il mercato.
Chip e data center nell’occhio del ciclone

L’indice dei semiconduttori di Filadelfia ha perso oltre il 12%, Nvidia circa il 9,3%. Sono stati i titoli più colpiti, insieme a chi vive di data center.

In calo anche Amazon e Alphabet. Le vendite hanno colpito pure GE Vernova e Constellation Energy, che forniscono energia e impianti ai data center.

Per Jed Ellerbroek di Argent Capital Management, citato da Reuters, è la «fase di capitolazione» per i titoli legati agli investimenti nei data center. Secondo lui, però, i movimenti sono stati sproporzionati.

Il contraccolpo a Piazza Affari
Il Ftse Mib ha chiuso a 50.505 punti, in calo dell’1,03%. La giornata era partita bene: in apertura l’indice saliva dello 0,35%, spinto dalle trimestrali. Poi l’avvio pesante del Nasdaq ha girato in negativo il listino milanese.
Il titolo peggiore è stato STMicroelectronics, già sceso del 5,13% il 4 novembre. Insieme a Technoprobe ha chiuso in coda al listino. Hanno sofferto anche la difesa, con Leonardo, e le banche. In controtendenza Tenaris (+3,66%) e FinecoBank, sostenute dai conti.

L’onda si è propagata anche in Asia. Il Nikkei giapponese e il Kospi coreano, cresciuti di oltre il 20% da inizio anno, hanno perso terreno dopo la chiusura di Wall Street.

Dall’euforia al crollo in 24 ore
Il crollo ha cancellato il rally del giorno prima. Mercoledì 4 novembre il Dow era salito di quasi 1.600 punti (+3%), la sua giornata migliore da aprile 2025. Il calo del petrolio aveva aiutato; i titoli AI, però, erano già sotto pressione.
Dopo il crollo, Dow e S&P 500 restano a meno del 2% dai massimi storici. Le vendite sono continuate anche dopo la chiusura, in attesa del rapporto sul lavoro di venerdì. Venerdì 6 novembre il Nasdaq ha recuperato l’1,09%, mentre il Dow ha perso ancora lo 0,46%.

La domanda resta aperta. Si chiude davvero la fase d’oro degli investimenti nell’AI, o il mercato ha esagerato? La risposta dipenderà dalle prime mosse del nuovo Congresso su regole ed energia.

dalla Redazione
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