Fotovoltaico, dalla Manovra 1,2 miliardi per i piccoli impianti fino a 1 MW

Contributi a fondo perduto fino al 40% dei costi per i nuovi impianti che accedono al FER X. Le risorse arriveranno dal 2028, ma criteri e modalità di domanda sono ancora tutti da scrivere.

Il governo punta sul fotovoltaico di piccola taglia. Il disegno di legge di Bilancio 2027, nel testo bollinato del 30 ottobre, autorizza il Gestore dei servizi energetici (GSE) a concedere contributi in conto capitale per 1,2 miliardi di euro complessivi a favore dei nuovi impianti solari con potenza fino a 1 megawatt. La misura, anticipata il 1° novembre dal Sole 24 Ore, si appoggia alla clausola di salvaguardia per l’energia che Bruxelles ha concesso all’Italia su sua richiesta.

Come funziona il contributo
Il sostegno è un contributo una tantum che può coprire fino al 40% dei costi di investimento ammissibili. Si tratta di un tetto massimo, non di una percentuale garantita. Possono beneficiarne solo gli impianti di nuova costruzione che accedono al meccanismo di supporto del FER X, il sistema di incentivi per le rinnovabili mature disciplinato dal decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) del 18 giugno 2026.
Il collegamento con il FER X è decisivo. Per gli impianti fino a 1 MW il decreto prevede l’accesso diretto agli incentivi, senza passare dalle aste competitive obbligatorie per le taglie superiori. Restare sotto la soglia del megawatt non basta però, da solo, a ottenere il contributo: bisogna essere ammessi al FER X.
L’intera misura è inserita in un contingente complessivo di 3 GW di potenza. Non si tratta di un limite per singolo impianto né di una quota annuale, ma del tetto totale di capacità finanziabile.

Le risorse anno per anno
Lo stanziamento è distribuito sul triennio 2028-2030:
800 milioni nel 2028, iscritti su un capitolo dedicato del bilancio del MASE e poi trasferiti al GSE, che gestisce il meccanismo;
200 milioni nel 2029 e 200 milioni nel 2030, per un totale di 400 milioni recuperati attraverso gli oneri generali di sistema delle bollette elettriche, la voce che già finanzia il sostegno alle rinnovabili.
Le annualità indicano gli esercizi finanziari in cui saranno disponibili i fondi, non finestre per presentare le domande o scadenze per i lavori. Ad oggi nessuno sportello è aperto.

Perché proprio i piccoli impianti
La scelta di concentrarsi sotto il megawatt riflette il peso che questo segmento ha già nel sistema elettrico italiano. Secondo un’elaborazione del Centro per le Comunità Solari, in Italia sono attivi quasi 2,2 milioni di impianti di potenza inferiore a 1 MW, per circa 32,4 GW: circa due terzi della potenza fotovoltaica nazionale. Insieme possono produrre intorno ai 33 TWh l’anno, quasi il 10% del fabbisogno della rete.
Sono impianti installati su tetti di capannoni, aziende agricole, condomini ed edifici pubblici, spesso al servizio dell’autoconsumo e delle comunità energetiche. Il contributo in conto capitale si aggiunge alla tariffa del FER X e punta a migliorare la sostenibilità economica dei progetti, uno dei nodi più discussi dagli operatori del settore negli ultimi mesi.

Il nodo del decreto attuativo
Per passare dalla norma ai fondi servirà un decreto del MASE, di concerto con il ministero dell’Economia, da adottare entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio. Sarà quel provvedimento a stabilire criteri, modalità di attuazione e monitoraggio della spesa.

Restano quindi aperte diverse questioni:
quali costi saranno considerati ammissibili e come verrà calcolato il contributo;
tempi e procedure per le domande;
come il contributo si combinerà con la tariffa del FER X e con altri incentivi;
l’impatto sulle bollette di famiglie e imprese, che il testo non quantifica.

Va ricordato inoltre che il testo è ancora una proposta: il ddl deve completare l’esame parlamentare e potrà essere modificato prima dell’approvazione definitiva, attesa entro fine anno.

Da non confondere con i bonus edilizi
Il nuovo contributo è una misura distinta dalle detrazioni fiscali per i privati. La Manovra conferma anche per il 2027 le aliquote dei bonus edilizi: chi installa un impianto fotovoltaico può detrarre dall’Irpef il 50% della spesa se l’intervento riguarda l’abitazione principale e il 36% negli altri casi.

Il capitolo della transizione energetica nella legge di Bilancio vale complessivamente circa 14 miliardi di euro. Il pacchetto per il fotovoltaico fino a 1 MW ne è una parte piccola, ma mirata: rafforzare la generazione distribuita, che oggi è già una delle colonne del sistema elettrico nazionale.


dalla Redazione
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