“Stiamo lavorando per realizzare una carta d’identità per gli strumenti musicali, specie quelli di liuteria. Ci si arriverà, per gradi, ma ci si arriverà. Per esigenze diverse, per ragioni di anticontraffazione, antiriciclaggio, antifurto… anti… anti… ma in realtà pro… pro…”, afferma il prof. Fabio Perrone, direttore delle attività culturali dell’Academia Cremonensis, che fa sapere che “Il 17 giugno ci sarà a Cremona un incontro importante sul tema ANTIRICICLAGGIO E ANTICONTRAFFAZIONE DELLE OPERE D’ARTE patrocinato e accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Cremona, dall’Istituto Nazionale per il Diritto dell’Arte e dei Beni Culturali e da The Journal of Cultural Heritage Crime nel quale interverranno specialisti del settore che descriveranno profili giuridici, tecnici ed operativi che, spero presto, potranno portare alla compiuta realizzazione di una carta di identità virtuale o passaporto utile ed adoperabile anche dal comparto liutario non solo per la difesa attiva e la salvaguardia del saper fare liutario, ma anche per agevolare tanto gli spostamenti dei musicisti quanto i controlli di chi è preposto a svolgere tali attività”.
Insomma, il contrasto al fenomeno criminale deve avvenire grazie all’invenzione e innovazione tecnologica e, prima ancora, anche grazie alla creazione di una coscienza civile che abbia la sensibilità rispetto alla protezione della bellezza, alla protezione di quel fattore identitario che connota una società pulita e orgogliosa del messaggio che il manufatto artistico trasferisce nei secoli, un lavoro di protezione dell’oggi e del domani, che ha a cuore il riguardo verso coloro che attraverso il loro estro hanno creato qualcosa di unico, artisti o detentori di quel saper fare – opportunamente così definito dal Prof. Perrone – che, attraverso l’arte, la scuola e la tecnica, hanno cristallizzato un messaggio sociale e culturale che non può banalizzarsi nel momento in cui diviene valuta di scambio, mero oggetto di reati e strumento di profitto illecito.
Nell’incontro del prossimo 17 giugno in Academia Cremonensis verrà presentato il passaporto digitale per le opere d’arte ovvero una soluzione per tracciare beni artistici attraverso tecnologia digitale oggi ampiamente diffusa e che, per le informazioni che può contenere, rappresenta un livello avanzato di certificato a garanzia dell’originalità dell’opera. Il passaporto permette inoltre di tracciare i passaggi commerciali dell’opera, verificare la compliance dei soggetti che operano nel mercato dell’arte e tenere monitorate le sottostanti movimentazioni di capitale per individuare immediatamente eventuali attività illecite. Anche in ambito liutario le applicazioni del passaporto potranno essere molteplici, a cominciare dal settore assicurativo dove la due diligence è necessaria per verificare e certificare il valore dei beni da assicurare, oltre alla loro provenienza, allo stato di conservazione e ad altri numerosi elementi utili ai fini assicurativi. La creazione di un passaporto per le opere d’arte è stato e sarà sempre più un lavoro di squadra poiché risulta necessario integrare competenze trasversali e avvalersi di diversi professionisti esperti del settore, dai galleristi agli antiquari, dai restauratori agli operatori delle case d’asta, dai liutai ai periti. Gli investimenti nel mercato dell’arte rappresentano ormai una quota non secondaria dell’economia e iniziative come l’Art bonus o gli interventi previsti dal PNRR offrono tutt’oggi numerose opportunità e agevolazioni per la tutela e la valorizzazione di questo enorme capitale culturale ed artistico italiano e non solo.

dalla Redazione
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