L’esposizione è un percorso che illustra le principali tematiche affrontate dall’artista Francisco Goya (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) nel percorso della sua vita. Il Palazzo diviene cuore espositivo del centro di Milano e allo stesso tempo risalta la capacità trasformatrice dell’artista che con le sue opere si distacca dalla rigidità accademica della spagna del XVIII e XIX secolo, apportando nella tradizione artistica l’evoluzione dell’arte che non rappresenta più solo “mimesis” ma un linguaggio rivoluzionario. Grazie all’eccellenza dei progetti curatoriali si può ammirare come Goya dialoghi con l’anima collettiva e racconti i cambiamenti storico culturali del suo tempo. Egli fa della quotidianità il suo soggetto prediletto, infatti, sono esposte in un climax le diverse sfaccettature della vita dell’uomo, dalla serie “Juegos de niños” (collocata tra il 1777 – 1785) in cui l’artista coglie momenti di serenità e luce, passando a “La casa de locos” (collocata tra il 1808 – 1812), dove la ragione inizia ad essere accostata alla follia e così via, fino ad arrivare alla raffigurazione degli errori dell’uomo, della superstizione e del razionalismo alienante.
Il trasformismo di Goya, che lo dirige verso la sperimentazione pittorica sino a giungerne alla rivoluzione, si pone in linea con la complessità storica del suo vissuto, affermando valori espressivi, risaltando l’assenza di filtri da cui scaturiscono l’intensità e la crudezza; tutti toni che testimoniano l’approdo in quella tendenza romantica che “salda la secolare frattura tra la categoria estetica del Bello e quella del Brutto” (Arte nel Tempo, Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, Ed. Bompiani, anno 1995).
Egli raffigura il Brutto come quel dettaglio che “non si armonizza con l’uomo, ma con la creazione intera” (Arte nel Tempo, Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, Ed. Bompiani, anno 1995), la guerra e la disumanizzazione portata dalle truppe napoleoniche, l’irrazionalità della vita degli uomini dell’epoca. Raffigura, ancora, la complessità in uno scatto quale esito di un processo creativo che guarda all’impressionismo. È il linguaggio rivoluzionario di Goya, attraverso la pittura che è a sua volta veicolo di tematiche affrontate con sapienza, idealismo, esperienza di vita e arte, ad esprimere la visione storica della natura umana. La pittura di Goya è espressione di creatività e trasgressività, mette al centro l’uomo e la dimensione umana.
La mostra rappresenta non solo un’occasione per accrescere la propria conoscenza nella storia dell’arte europea, ma anche uno sguardo antropologico in cui si scorge la follia della società civilizzata, in un periodo storico di turbamenti che cambia profondamente il modo di guardare la ragione, la vita e il mondo. Infatti, l’artista sottolinea i vizi e le assurdità del costume umano, attraverso la sua immaginazione e la sua fantasia riesce a trasmettere le condizioni dell’esistenza e l’irrazionalità a cui l’uomo tende.
Jean Carlos Pezzoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
























