La gestione dell’impresa o di qualsiasi organizzazione richiede sempre una discreta dose di consapevolezza e di potenzialità. Non ci si improvvisa nel ruolo di imprenditore o di manager, alcuni aspetti del carattere sono importanti e indispensabili per poter affrontare con sapienza il cammino aziendale.
In un apologo medievale, attribuito a Peter Schultz, si legge:
«Arrivando in un cantiere, un pellegrino vedendo degli scalpellini li interrogò sul significato del proprio lavoro. Il primo rispose: squadro i blocchi di pietra. Il secondo rispose: mantengo la mia famiglia. Il terzo rispose: aiuto a costruire la cattedrale».
Le tecniche e la conoscenza, il giusto guadagno e la chiara missione sono gli ingredienti necessari per il bagaglio del manager. L’uno è il presupposto dell’altro in modo circolare, senza alcun grado di dominio dell’uno rispetto all’altro; anzi, semmai, la giusta missione è il presupposto per la corretta pratica manageriale e il raggiungimento di obiettivi.
Difficilmente si pensa a un manager senza pensare alla parte degli hard skills. Tra gli strumenti d’uso di un mestiere “impossibile” non possono non esserci quelli che riguardalo la sfera della mente, della ragione, della razionalità o della logica. Ma è proprio vero che la sfera della logica appartiene essenzialmente al mondo degli hard skills o solo ad essi collegata?
Logos è uno dei termini più polisensi della lingua greca. L’ampiezza dei suoi significati può tuttavia essere ristretta a due: a. ragione; b. parola. Il termine Logos come ragione porta in sé una serie di ulteriori significati che esprimono in se stessi un senso di “potenza”, di “dominio”, di “azione”, di “violenza” in senso lato, insomma una gamma di significati che implicano in qualche modo l’intervento e la volontà prepotente dell’uomo. Queste sfumature possono essere: «a) Facoltà intellettiva; intelligenza; giudizio; regola; buon senso; ragione delle cose; causa; motivo; argomento; legge. b) Conto; computo; rendiconto; spiegazione; giustificazione; informazione. c) Opinione; parere; apprezzamento; stima; valutazione; assegnamento; pensiero. d) Relazione; corrispondenza; proporzione; analogia» (L. Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, Roma 1985, 1156-1157). Il Logos in altre parole, esprime come stanno le cose nel senso che esso, di una cosa, rende comprensibile se, che cosa e come questa cosa è o non è. Di conseguenza il Logos, per la sua stessa essenza, rivela come la cosa è di per se stessa, anche se corre costantemente il rischio di nascondere la realtà invece di rivelarla basandosi spesso sulle percezioni, su mappe mentali che non esprimono fedelmente il territorio. In questo senso, il Logos può offrire all’uomo la peculiare temerarietà che lo spinge fino a quell’atteggiamento spavaldo nel tentativo di parlare finanche del mistero che avvolge ogni essere umano in virtù della sua unicità e complessità. Poiché vi è obbligato dal Logos in quanto ragione, l’uomo si avventura nell’impresa di rendere accessibile anche la “cosa essere umano”, spiegando come essa è di per se stessa e tentando di manipolarla per i propri fini. Tuttavia, le forze del Logos non sono sufficienti a dischiudere anche l’essenza di ciò che, più che rivelarsi, si nasconde sotto l’enigmatico nome dell’essere umano.
Se il Logos come ragione indica carattere di “dominio”, di “potere”, di “azione”, il Logos come parola sottolinea il “dire”, il “comunicare”, il “riferire qualcosa a qualcuno”. Il Logos come parola, cioè, porta in sé la semantica e il carattere del “racconto”, della “narratività”, del dialogo e dell’ascolto profondo. Da questa prospettiva, si può osservare l’uso più frequente del termine stesso nella letteratura greco-classica: «a) Parola. b) Espressione; proposizione; affermazione; proverbio; detto; promessa; parola; pretesto; divina rivelazione; risposta dell’oracolo; vaticinio. c) Menzione; il parlare; il dire; racconto; diceria; notizia; fama; rinomanza. d) Discorso; conversazione; colloquio; trattenimento; discussione; soggetto; tema; argomento di discorso. e) Generi letterari: racconto; narrazione; favola; novella; composizione in prosa; prosa; opera; libro» (L. Rocci, op. cit., 1156). Il Logos in quanto parola, così, afferma il carattere narrante dell’agire, anche quello manageriale, che lungi dall’essere dominante e violenta o ancor peggio capace di “cosificare” tutto, si fa carico del bagaglio esperienziale della storia del singolo e dell’organizzazione intera per poter raccontare visione e missione aziendale con l’obiettivo di valorizzare e diffondere nell’impresa il modello dell’economia integrale e i temi della sostenibilità sociale, ambientale ed economica.
Rosario Uccellatore
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