Cesare Pozzo: va in scena lo sciopero della vergogna

E alla fine è stato inevitabile. Il 27 settembre 2024 diventa una data storica per la società di mutuo soccorso Cesare Pozzo, ma questa volta in chiave negativa. Il primo sciopero, molto partecipato, di una società che il 1 maggio 1877, quando nacque come la Mutua Macchinisti e Fuochisti, mai avrebbe immaginato di dover vivere.

Si è sperato fino alla fine che il consiglio di amministrazione avrebbe almeno tentato di aprire un dialogo con i dipendenti ma nessuno dei componenti ha ritenuto di incontrare i lavoratori per comprenderne le ragioni dello sciopero e di tentare una negoziazione.

Dalle stime degli organizzatori la partecipazione allo sciopero è stata del 50%.

Cesare Pozzo è una società di mutuo soccorso nata 147 anni fa, dapprima tra i macchinisti del vapore e, poi, allargata a tutti coloro che condividono questi scopi fatti di fratellanza e cooperazione.

Oggi, la Cesare Pozzo è un ente mutuo che raccoglie migliaia di aderenti e che eredita un patrimonio di valori che viene da lontano, ancor prima che la legge 3818 vedesse la luce nel lontano 1886. Legge che ha dato dignità a queste organizzazioni volontarie che avevano tra i propri scopi principali l’aiuto al socio licenziato e che si sono successivamente dedicate all’avvio delle organizzazioni sindacali.

I lavoratori della Cesare Pozzo, come riportato nel comunicato delle organizzazioni sindacali, sono scesi in sciopero per:

  • mancata attuazione del piano industriale presentato nel 2023
  • mancanza di garanzie sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali
  • assunzione di cinque nuove risorse in un momento di seria difficoltà economica
  • negli ultimi anni almeno 25 lavoratori sono stati licenziati o messi in condizione di dover andar via. Chi è rimasto lavora in un clima di continua tensione e stress.

La mutua, negli ultimi anni, è stata vittima di saccheggi e di una gestione poco accorta. Si spera di non dover rivivere quei drammatici momenti.

dalla Redazione
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