Fisco pignora 500 mila euro sul conto: condannato

Il Tribunale di Bari condanna Agenzia Riscossione per aver pignorato un conto bancario di un contribuente nonostante gli atti fossero già sospesi in precedenza.
Milano PerCorsi “Caso che fa riflettere, occorre un Garante del Contribuente forte per evitare tutto questo”.

Singolare quanto accaduto a un contribuente della provincia di Bari, assistito dall’avv. Matteo Sances, che si è visto pignorare il conto corrente bancario per un importo di quasi 500 mila euro nonostante una precedente ordinanza del Tribunale di Bari sospendesse l’esecuzione.

I fatti.

Nel marzo del 2022 il concessionario della riscossione procedeva con un pignoramento nei confronti del contribuente ma tale procedura veniva sospesa dal giudice dell’esecuzione del Tribunale di Bari a seguito di ricorso giudiziario.

Nonostante la sospensione dell’esecuzione, però, l’Agenzia della Riscossione pignorava dopo due anni – precisamente nell’ottobre del 2024 –  i conti correnti del contribuente per le stesse cartelle del 2022.

Il Tribunale di Bari, dunque, con ordinanza del 4 aprile scorso (che si allega) prendeva atto della situazione e condannava l’ente al pagamento di oltre 6.000 euro di spese legali. Tale ordinanza è stata resa pubblica in questi giorni poiché non impugnata dagli enti e dunque è divenuta irrevocabile.

Il giudice di Bari, al riguardo, dichiara “Rilevato che l’azione esecutiva intrapresa dall’ADER è stata tempestivamente sospesa …. Considerato che la medesima non poteva essere avviata dall’Agente della Riscossione ove si consideri vieppiù che i medesimi titoli posti a fondamento dell’esecuzione risulterebbero sospesi ”.

Sul punto, interviene il Presidente di Milano PerCorsi, il Dott. Marcello GuadalupiI cittadini e le imprese non possono rischiare di subire azioni di questo tipo. Ovviamente c’è qualcosa che non funziona nel sistema esattoriale e come al solito, con spirito costruttivo, cerchiamo di confrontarsi con le Amministrazioni. Da tempo, però, insieme ad altre associazioni come Partite Iva Nazionali e il Sindacato Italiano Commercialisti chiediamo una modifica importante del Garante del Contribuente in modo che possa tutelare davvero cittadini e imprese ed evitare almeno queste situazioni paradossali”.

dalla Redazione
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