Il settore agricolo in trasformazione

L’Italia si posiziona come il terzo mercato più rilevante nell’ambito dell’agribiotech all’interno dell’Unione Europea, con le sue imprese della filiera agribusiness che hanno registrato un export di prodotti Made in Italy superiore ai 64 miliardi di euro nel 2023, rappresentando circa il 38% dell’intera economia nazionale. Questo contesto favorisce una crescita dinamica delle startup agritech italiane, che si distinguono per un incremento in controtendenza rispetto al panorama globale, con oltre 340 aziende attive che hanno attratto investimenti per circa 167 milioni di euro nel 2023. Il connubio tra agricoltura e tecnologia sta promuovendo l’adozione di nuove tecniche produttive e di controllo del territorio, riducendo significativamente i costi e migliorando l’efficienza, come dimostrato dall’uso di droni per mappare i terreni, che consente un’applicazione mirata di pesticidi e fertilizzanti con una riduzione del 10% al 20%. Tuttavia, il settore agricolo italiano è esposto a numerose sfide globali, tra cui epidemie, instabilità geopolitica e cambiamenti climatici, con l’agricoltura europea che consuma il 24% delle risorse idriche. In questo contesto, lo sviluppo di nuove imprese e l’implementazione di tecnologie avanzate diventano cruciali per garantire una produzione agricola sostenibile e resiliente.

Un primo approccio innovativo per rendere il comparto agroalimentare più sostenibile è costituito dalla precision agriculture (fonte: Il Sole 24 ore, articolo 17 luglio 2024), che utilizza sensori intelligenti per monitorare in tempo reale le condizioni delle colture e del suolo. Questa tecnologia non solo aumenta la produttività, ma riduce anche l’uso di risorse, dimostrando come la tecnologia possa trasformare l’agricoltura. L’utilizzo delle nuove tecnologie ha favorito lo sviluppo di nuove startup e ha catalizzato investimenti significativi in Italia, tra cui spiccano anche i programmi di formazione sostenuti da diverse realtà. L’emergere di nuove realtà imprenditoriali, che mirano a rinnovare un settore così strategico e importante per l’Italia, non sorprende, considerata l’importanza di un comparto agroalimentare avanzato per affrontare le sfide globali e garantire la sostenibilità a lungo termine. Infatti, con oltre 740.000 aziende agricole, 330.000 imprese di ristorazione, 70.000 industrie alimentari e 4 milioni di lavoratori, il mercato agroalimentare italiano è il terzo più grande dell’Unione europea e nel 2023 ha generato più di 65 miliardi di euro, pari al 3,8% dell’economia totale italiana. (fonte: La Repubblica, articolo del 17 gennaio 2024)

“L’Italia si sta impegnando sempre di più per dare risposte innovative alle pressioni del cambiamento climatico, della crisi energetica e dell’approvvigionamento delle materie prime. L’obiettivo è migliorare la competitività globale del Belpaese e mantenere il suo primato come eccellenza enogastronomica a livello mondiale”, dichiara José Luis Cabañero, ceo e founder di Eatable Adventures. “Sono sempre più numerose le iniziative che coinvolgono aziende alimentari, startup, università e centri tecnologici, sostenuti da investitori di rilievo. L’Italia mira a preservare e rafforzare la sua competitività ed è pronta ad abbracciare con determinazione l’innovazione per plasmare un futuro alimentare sostenibile, efficiente e dinamico”. (fonte: La Repubblica, idem)

Contare su macchine digitalmente connesse ha impatti positivi per ottimizzare le produzioni, ma anche per realizzare un collegamento tra produzione e distribuzione, permettendo di tracciare con precisione e in tempo reale i beni dal campo alla logistica fino al consumatore finale. Infine, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale consente di gestire ed elaborare l’immensità di dati generati da queste tecnologie, fornendo previsioni affidabili e semplici per supportare gli operatori nelle decisioni.

Jean Carlos Pezzoli
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