Un tavolo di lavoro per dare vita a un percorso ambizioso sull’Intelligenza artificiale, che mira a creare le condizioni di sistema per cogliere le opportunità offerte da questo “treno tecnologico”. Lo ha fortemente voluto l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, “senza paura, perché il nostro è un territorio che ha l’innovazione nel dna, ma con grande senso di responsabilità, perché sappiamo che siamo sulle soglie, anzi già immersi, in una era di transizione e trasformazione, che porta con sé sfide inedite”, sottolinea.
L’Intelligenza artificiale è un tema ormai sulla bocca di tutti. È stata creata una delega ad hoc che le è stata affidata e proprio in questi giorni ha presentato una grande novità per la Regione. Ce ne parla?
“Martedì 16 aprile abbiamo convocato la prima riunione del tavolo ‘tecnico’ sull’Intelligenza artificiale, che ha avuto un successo clamoroso, con più di 100 persone presenti a Palazzo Pirelli e 137 collegate in streaming. Abbiamo deciso di non propone un piano predefinito e calato dall’alto perché non sarebbe coerente con il modello lombardo, fatto di sussidiarietà, concretezza e valorizzazione delle differenze, proponendo invece un tratto di strada da fare insieme, come sistema. Abbiamo a disposizione un tessuto di fondi di investimento attenti e pronti a sostenere iniziative audaci, università e centri di ricerca che sono fucine di talenti e ricerca, ospedali riconosciuti a livello mondiale capaci di ricerca traslazionale avanzata, grandi aziende che sono leader nei loro settori e un ecosistema di startup unico nel panorama italiano. Su questi asset vogliamo consolidare la nostra capacità competitiva sull’intelligenza artificiale e il nostro posizionamento strategico a livello globale.
Abbiamo iniziato un percorso, che continuerà e si strutturerà nei prossimi mesi, per arrivare a inizio luglio a convocare gli Stati generali lombardi dell’Intelligenza Artificiale, che saranno frutto di questo percorso di collaborazione e co-creazione”.
Ma a che punto siamo in Lombardia e in Italia?
“Le tecnologie di Intelligenza Artificiale corrono (come sviluppo e come applicazione). Ci sono molti studi su quanto queste tecnologie contribuiranno al PIL nei prossimi anni, ma questa crescita non sarà indiscriminata per tutti. Sarà per chi saprà collocarsi in modo efficace nel contesto in evoluzione. L’Italia non sta, ad oggi, tenendo il ritmo. Siamo largamente fuori dalla top ten dei Paesi investitori in IA negli ultimi 5 anni. La Lombardia può invertire questo trend nazionale e contribuire non solo a recuperare un gap ma a spostare l’asticella più in alto, perché non partiamo da zero. Ma ciò che ho detto a tutti i presenti al tavolo è che se non vogliamo solo inseguire l’innovazione, ma farla da protagonisti, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. C’è un tratto di strada da fare insieme, come sistema. È il tratto dei “fondamentali”: conoscenza dei bisogni, rimozione degli ostacoli che limitano lo sviluppo e l’accesso al mercato, investimento in ricerca, formazione delle competenze. Siamo all’apice di un’onda di sviluppo tecnologico ed economico senza precedenti, spinta anche grazie alla “nuova” rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Diventa quindi necessaria una stretta collaborazione tra tutti gli attori (pubblici e privati) già attivi sul territorio per sostenere la crescita sia economica sia sociale. Questo è il motivo per cui nasce l’iniziativa “LombardIA”.
Nel concreto cosa studierà questo tavolo di lavoro?
“Ci concentreremo su tre aspetti rilevanti: il quadro regolatorio (AI Act che entrerà progressivamente in vigore, DDL nazionale ancora in definizione) rispetto al quale vogliamo essere di accompagnamento al territorio, anche definendo strumenti e forme (metodologie, linee guida condivise) che favoriscano uno sviluppo che sia etico e affidabile, fin dalla fase di progettazione.
Quindi le prospettive a livello di ricerca, sviluppo, investimento. Mobiliteremo risorse per supportare la ricerca, la sperimentazione e l’applicazione pratica dell’AI, con l’obiettivo di attirare investimenti nazionali e internazionali. Attraverso un monitoraggio attento degli ambiti applicativi più promettenti, vogliamo facilitare l’adozione di soluzioni AI innovative all’interno delle imprese e della pubblica amministrazione.I fondi pubblici devono però diventare una leva per raccogliere investimenti privati sia imprenditoriali sia dei fondi di investimento. Investire in ricerca e innovazione e riuscire ad attrarre anche investimenti privati, infatti, si traduce in capacità di trattenere e attrarre competenze e professionalità elevate, in un circuito virtuoso di crescita, competitività e credibilità.
Infine, alla Pubblica Amministrazione abbiamo dedicato il terzo focus, con qualche affondo sulle prime sperimentazioni in atto in Regione. Su questo tema vogliamo lavorare internamente, ma anche a supporto delle realtà locali, consapevoli che tutti i nostri sforzi devono sempre portare beneficio ai nostri “clienti finali” ovvero i cittadini, le famiglie e le imprese”.
Simone Guadalupi
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