La Corte Europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia per l’attività di verifica fiscale

Violazione dei diritti umani in sede di ispezione, è questa la condanna che l’Italia si è vista impartire dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

La sanzione è di euro 3.200 ad ogni azienda che ha fatto ricorso a copertura del danno non pecuniario.

La sentenza nasce dal ricorso della Italgomme Pneumatici e altre 12 aziende di Foggia e dintorni, in relazione alle ispezioni condotte dalla Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate nei loro locali. Ispezioni risalgono al periodo tra il 2018 e il 2022.

Secondo la Corte le autorità italiane hanno un potere discrezionale illimitato dovuto a leggi che non forniscono sufficienti salvaguardie ed ha respinto la difesa del governo che opponeva la necessità di combattere l’evasione fiscale.

La Corte ritiene che il governo italiano debba intervenire, sul quadro normativo nazionale, indicando chiaramente le circostanze e le condizioni in cui le autorità sono autorizzate ad accedere ai locali per effettuare le verifiche.

È questo certamente un primo passo per ottenere una giustizia tributaria più equa e umana.

dalla Redazione
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