Business Plan
(Il bastardo fa i conti a modo suo, prima di stringere la mano ai fruitori di un
destino addolcito con l’imbroglio dai fabbricanti di veleno! Acqua dolce al mulino
proprio, il resto berrà l’acqua dei pesci e la melma delle caronti. Ha fatto bene i
conti!)
Ora vi misuran per teste,
prima vi han contati per tasche.
Probabile invasione di ossa:
il mare aperto e le sue onde
porteranno il vostro grido!
Fate parte di un progetto
siate lì alla partenza
non importa dell’arrivo.
Sverminate come feci
quelle barche, troppi grammi
che prima eran denari
serviti alla malavita
che dell’anima è nemica.
Tutti troppi, via nei mari
a far da pesci che non san nuotare
dopo un volo per disprezzo
di un bel bimbo ed una mamma.
Qui contratto non esiste,
ma un conto da saldare
senza troppe cerimonie
in mezzo ad acque senza patria.
Poi altri bimbi ed altre mamme,
miglio dopo miglio,
danno peso al piatto errato,
quello della bilancia
dei crudi conti.
Ed ecco che di essi il peso
non era più il vil denaro,
ma grammi che avanzavano
che a suon di grida
dovevano sparire:
giù dalla zattera, al mare aperto!
Ora vi misuran per teste,
prima vi han contati per tasche.
Probabile invasione di ossa:
il mare aperto e le sue onde
porteranno il vostro grido!
Sappiate di esser merce
come strumento i vostri barcaioli
erano per voi,
quando il loro volto
sapeva di ferocia
che in scia stellare
per bisogno tramutavate
a costo di dover credere
di amarli, di non volerli assassinare:
un raggio di speranza vi porta
fino a riva del primo continente
e illude che bastardi non vi siano!
Avevate sentito raccontare
che vi avrebbero lasciati
dove terra non esiste?
Non dovevate pesare,
non dovevate mangiare
e, per uno strano equilibrio,
conveniva non pensare.
Se aveste saputo ciò che sapevate,
avreste preso l’alto mare?
Sì, certo, qualsiasi destino
pur di abbandonare
una strada senza uscita.
A costo di volare via per sempre.
Ora vi misuran per teste,
prima vi han contati per tasche.
Probabile invasione di ossa:
il mare aperto e le sue onde
porteranno il vostro grido!
Francesco Zappia
©RIPRODUZIONE RISERVATA























