Mentre l’economia digitale cresce rapidamente nel mondo e la produzione industriale cala in termini relativi, in Europa il dibattito su come favorire l’innovazione e rendere l’economia del continente più ricca, autonoma e sostenibile è molto forte.
Nel frattempo in Italia, importatore di tecnologia e servizi digitali dalle aziende americane, cinesi ed europee, il potere d’acquisto dei salari scende e il mismatch tra domanda e offerta di lavoro non sembra migliorare, lasciando da un lato molte aziende senza le giuste competenze, e dall’altro portando molti giovani ad alto tasso di istruzione a lasciare l’Italia.
Alcune aziende, sempre in Italia, scelgono la via del rientro in ufficio, nonostante le richieste di flessibilità di molti lavoratori, mentre altre sperimentano nuove modalità di lavoro completamente digitale.
In città come Milano emergono particolarmente le contraddizioni fra un’economia che è cresciuta rapidamente ed un mercato del lavoro che fatica a tenere il passo, come emerge dalla differenza fra costo degli immobili, costo della vita e potere d’acquisto dei salari.
In questo contesto, per recuperare competitività e quote di mercato nel settore dei servizi digitali e nell’economia della conoscenza, serve introdurre una distinzione fra aziende tradizionali e imprese digitali, che non attiene solo alla policy per il lavoro da remoto, ma ad un‘intensa revisione di processi, competenze e modalità con cui si lavora e si produce.
Queste nuove imprese digitali rappresentano una nuova strada, particolarmente necessaria in Italia, per unire i bisogni delle aziende, con quelli di lavoratori e società, aumentando produttività, flessibilità e innovazione.
CNA negli ultimi mesi è stata protagonista del percorso di rinnovo del CCNL del settore Comunicazione, che consente alle imprese digitali di impostare con i lavoratori un innovativo scambio “libertà per rendimento”, aprendo ad una nuova visione del Lavoro su cui il legislatore dovrà presto applicarsi.
CNA Milano è quindi già impegnata nel supportare l’applicazione e il corretto utilizzo del nuovo contratto, nella tutela del datore di lavoro, del lavoratore, e nel lavoro a livello legislativo per un riconoscimento di questa nuova forma di impresa.
LA CRESCITA DEI SERVIZI DIGITALI IN ITALIA
Nel recente evento svoltosi a Milano il 15/4 il Centro Ricerca di CNA ha presentato alcuni dati molto interessanti sul settore delle imprese digitali che può essere considerato un proxy delle più ampie tendenze del mercato del lavoro. Oggi il settore dei servizi digitali in Italia conta:
- – 100.000 imprese
- – 483.000 addetti
- – Quasi 65 miliardi di fatturato (+50% in 10 anni)
- – Il 24% di questo settore è concentrato in Lombardia e il resto è distribuito in modo abbastanza equilibrato su tutto il territorio nazionale
Ma sotto questi numeri brillanti si nasconde un equilibrio fragile:
- – Si stimano più di 500.000 freelance, co.co.co, prestazioni occasionali nel settore
- – Il 50% del fatturato è generato da imprese con meno di 50 addetti
- – Il 40% degli occupati lavora in realtà con meno di 9 addetti, dove il fatturato per addetto è stimabile intorno ai 40.000 € l’anno
- – Nella fascia 10-49 addetti la produttività cresce, ma il fatturato per addetto è poco sopra i 50.000 € per addetto
- – Entrambe le fasce hanno un fatturato per addetto minore di un terzo del fatturato per addetto delle aziende sopra i 250 addetti
Un modello che sembra funzionare bene per servire le PMI italiane e la Pubblica Amministrazione locale ma in difficoltà nell’espandere i propri clienti fuori dall’Italia reggendosi su:
- – Salari vicini o al di sotto dei minimi contrattuali
- – Quote elevate di lavoro autonomo (a volte al limite del fittizio)
- – Bassa produttività e limitati investimenti in formazione e R&S
Il settore dei servizi digitali in Italia, nonostante sia in forte crescita, spesso riproduce i tradizionali limiti del settore dei servizi non digitali, spesso bloccati in un equilibrio di bassa qualità, bassi salari e bassa produttività.
L’IMPATTO DEL LAVORO DIGITALE SULLA SOSTENIBILITA’
Sul fronte della sostenibilità del lavoro quattro nuove ricerche[1], presentate alla Remote Work Conference organizzata da Stanford, mostrano che il lavoro digitale:
- – Dimezza la penalizzazione delle donne dopo la nascita dei figli. Infatti il calo delle ore lavorative delle donne dopo la nascita è del 50% inferiore nelle occupazioni che permettono flessibilità di tempo e spazio
- – Aumenta l’occupazione femminile.
- – Fornisce posti di lavoro a facile accesso e “di transizione” che possono funzionare per cambi di carriera e primo accesso al lavoro.
Sembra quindi che l’impresa digitale possa portare soluzioni utili non solo in termini di produttività e innovazione, ma anche ad alcuni dei problemi sociali ed economici più pressanti del mercato del lavoro e della società italiana, come la bassa natalità, la ridotta partecipazione femminile e il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, a loro volta fra le concause di bassa crescita, bassa mobilità sociale e alta disuguaglianza.
Per dare maggiore solidità a questo nuovo settore, e quindi più sostenibilità al Lavoro, CNA, insieme ad altre associazioni datoriali e ai sindacati più rappresentativi, ha siglato il 18 novembre 2024 il rinnovo del CCNL Comunicazione, introducendo un’innovativa sezione speciale per l’impresa digitale.
Si tratta di una grande innovazione e un salto evolutivo per il Lavoro, pensata per consentire alle imprese e ai lavoratori di adattarsi meglio alle opportunità di crescita di questa nuova trasformazione tecnologica e sociale.
COS’E’ L’IMPRESA DIGITALE?
Prima di addentrarci nelle caratteristiche del contratto è opportuno definire cos’è l’impresa digitale.
L’impresa digitale è una forma organizzativa innovativa e sperimentale in cui il digitale non è solo uno strumento di lavoro, ma un elemento che entra radicalmente nel Dna aziendale e ri-organizza la struttura del lavoro, le strategie e le pratiche manageriali.
Obiettivi e priorità aziendali non vengono impostati solo top down ma sono il frutto di un dialogo articolato e sostanziale (non cosmetico) in modalità sia top-down, che bottom-up, che fra colleghi all’interno dell’azienda. Gli obiettivi, e sotto obiettivi, sono infatti discussi e approvati internamente, ed emergono a vari livelli dell’organizzazione, uniformandosi alle richieste dei clienti e implementando in modo flessibile la strategia aziendale.
Il vertice aziendale si concentra nel definire gli obiettivi strategici e l’allocazione delle risorse economiche in una roadmap flessibile di attività e progetti, mentre all’interno dell’ecosistema aziendale la scelta di obiettivi, l’operatività quotidiana, la gestione dei team di lavoro e l’allocazione di risorse in altri sotto-progetti o “stream laterali” (si veda anche formazione interna e ricerca e sviluppo) è spesso guidata dal personale interno.
Questo porta ad una trasformazione del ruolo dell’imprenditore da ideatore ed esecutore di una strategia univoca, ad abilitatore del raggiungimento degli obiettivi dei team, che di conseguenza si incaricano della responsabilità e del controllo dei sotto obiettivi (cosa che libera l’imprenditore e i top manager da scelte poco significative e gli permette di concentrarsi sui fattori strategici per la crescita aziendale).
A sua volta l’aumento delle responsabilità su persone e coordinatori interni che promuovano e accettino formalmente obiettivi e priorità, porta ad una maggiore imprenditorialità diffusa del personale e alla selezione di profili che siano in linea con queste nuove esigenze di autonomia e responsabilizzazione.
Una volta stabilita la roadmap di progetti, obiettivi e la relativa allocazione di risorse, l’impresa digitale si poggia su un sistema interno di informazione e regolazione che consenta di conciliare autonomia diffusa e coerenza interna, in modo da gestire la complessità e reagire rapidamente a cambiamenti di strategia e a nuove esigenze di mercato.
Questo significa molta più documentazione, comunicazione interna e dati su know-how formale e informale, facilmente accessibili e aggiornati. All’interno di questo sistema faranno presto parte Agenti Ai e sistemi di blockchain.
Il sistema di obiettivi, informazione e regole va infine innestato su un modello di incentivi e servizi interni coerente. Agli obiettivi saranno infatti collegati incentivi economici e organizzativi chiari, sia positivi che negativi, e verrà garantita, per i responsabili dei progetti, una significativa autonomia nell’utilizzare strumenti, tecnologie, servizi, risorse interne o esterne, nel rispetto di un frame condiviso (vedi sistema di comunicazione e regolazione).
La crescita professionale dei collaboratori nell’impresa digitale avviene infatti in base a progetti e risultati e può avere “alti e bassi”, indipendentemente dall’anzianità aziendale, ma in misura proporzionale alla capacità di generare nuove iniziative, aggiornare le proprie competenze ed esercitare le proprie preferenze personali.
In questo modo l’azienda diventa un motore per creare valore e reagire rapidamente a nuove necessità di clienti e mercati, sviluppando costantemente nuove iniziative e competenze, ed evitando la cristallizzazione di interessi di posizione e una eccessiva burocratizzazione, fattori che nel tempo limitano la competitività, minando il potenziale e le possibilità di crescita in mercati dinamici e a forte crescita.
IL NUOVO CCNL PER L’IMPRESA DIGITALE
Per approfittare appieno dei benefici di questo modello è necessario implementare accordi di collaborazione interni e contratti di lavoro che consentano stabilità, una veloce rimodulazione di costi, facili spostamenti organizzativi, indipendentemente da geografie e status dei collaboratori, e la tutela della proprietà intellettuale dell’impresa.
Per questa particolare tipologia di impresa il 18 novembre 2024 è stato quindi siglato da CNA e dai sindacati più rappresentativi delle imprese e dei lavoratori e lavoratrici dei settori della Comunicazione e Telecomunicazioni il rinnovo del CCNL della Comunicazione.
Il rinnovo contiene un’innovativa sezione speciale per l’impresa digitale: si tratta di un’innovazione che raccoglie alcuni degli spunti emersi negli ultimi 5 anni e può dare inizio ad un percorso volto a portare il mercato del lavoro italiano (e un domani europeo) nel futuro.
Alcuni degli elementi distintivi sono:
- – Flexstability
Il lavoro si basa principalmente sul contratto subordinato a tempo indeterminato, ma l’azienda può concordare e favorire lo spostamento di lavoratori e lavoratrici su diversi progetti, con team di lavoro indipendenti, favorendo il raggiungimento degli obiettivi, l’evoluzione continua delle competenze e il coinvolgimento di una comunità distribuita e interconnessa.
- – Libertà nel lavoro
Il lavoratore non ha vincoli di tempo, spazio e ruolo, salvo che li concordi individualmente o collettivamente con l’azienda, e può definire il proprio impegno, anche tenendo conto delle proprie necessità individuali, grazie ad una puntuale informazione delle piattaforme su opportunità formative, necessità produttive e di innovazione
- – Semplificazione
Tutte le comunicazioni significative per il rapporto di lavoro avvengono in piattaforma e da queste potranno derivare informazioni sulla retribuzione, su decontribuzioni, welfare, previsioni di sicurezza, evitando compilazioni di formulari, moduli, verbali e processi aggiuntivi
- – Rendimento
Il salario, fatta salva la retribuzione base, può oscillare a seconda del valore della partecipazione ai progetti e in base agli obiettivi assegnati che lavoratori e lavoratrici avranno formalmente accettato e contribuito a definire.
- – Innovazione continua
Il personale carica sulle piattaforme aziendali dati e proposte su nuove attività, in modo da contribuire a generare valore, allenare l’AI, automatizzare attività ripetitive e distribuire la conoscenza, liberando energia e tempo per la ricerca e sviluppo di nuovi modelli, dati, attività e conoscenze
- – Management algoritmico
Le regole del lavoro sono scritte in piattaforme e negli algoritmi, e concordate con le parti sociali, così da costruire una struttura di incentivi che aiuti l’organizzazione a bilanciare in modo virtuoso le esigenze di produttività, formazione e innovazione.
- – Meno controllo su tempi e spazi, misurazione dei risultati
Grazie alla forma di impresa digitale e all’applicazione del nuovo contratto l’azienda si libera dal problema del controllo dei lavoratori, aumenta la capacità di attrarre persone di talento e di risolvere problemi, in questo modo massimizzando le possibilità di crescita.
I PROSSIMI PASSI PER L’APPLICAZIONE DEL CONTRATTO
Introdurre il nuovo contratto e trasformare la propria organizzazione è semplice e rapido se ci si affida al giusto supporto. Con CNA Milano abbiamo quindi sviluppato un servizio per tutte le aziende che ne faranno richiesta in modo da supportarle nella transizione a questo nuovo modello di impresa.
Il servizio prevede una serie di documenti introduttivi e di dettaglio che accompagnano le aziende nel percorso di trasformazione e il supporto qualificato e agevolato di professionisti specializzati nelle imprese digitali che hanno partecipato alle consultazioni che poi hanno dato vita al testo della sezione speciale.
E’ inoltre in corso lo studio di una richiesta di riconoscimento di questa nuova forma di organizzazione del lavoro alle istituzioni che ne considerino le specificità e le esigenze.
L’obiettivo della richiesta, è di consentire alle aziende, in particolare che offrono servizi digitali e tech, di operare in modo semplice e qualitativo, organizzando le attività Hr e di carattere progettuale nelle imprese digitali, senza rischi, gestendo così in modo sicuro, legale ed innovativo il personale tramite meccanismi automatizzati e semplificati.
E ancora snellire la mole di documentazione e controlli non pertinenti che deve essere consegnata al lavoratore e agli enti di controllo massimizzando l’efficacia delle comunicazioni.
In questo modo, grazie ad un modello di flexstability, tramite l’utilizzo di un nuovo contratto a tempo indeterminato, che unisce stabilità del rapporto con il proprio datore di lavoro, un compenso equo parametrato al risultato, con la possibilità di spostarsi fra progetti e attività anche di aziende diverse, le imprese digitali potranno garantire i migliori standard qualitativi alle aziende e allo stesso tempo sostenere diritti certi e solidi per lavoratori e lavoratrici.
La grande opportunità è di accompagnare questo settore in crescita rendendolo un:
- – Volano per attrarre talenti anche internazionali
- – Spazio per valorizzare competenze qualificate
- – Motore di sviluppo per le aree interne
- – Acceleratore di produttività e generatore di risorse per il welfare
- – Un alleato per lo sviluppo di una società sostenibile e generativa.
Da questa nuova iniziativa speriamo possano nascere nuovi protagonisti dell’economia nazionale ed europea ed un modello di sviluppo qualitativo e sostenibile per il futuro.
Questo nuovo settore dell’economia è appena all’inizio e necessita di nuovi modelli e interventi per renderlo un asset importante per il futuro del nostro paese.
CNA Milano – Nicolò Boggian
[1] * Work by: Pablo Zarate Lisa Ho Suhani Jalota Anahita Karandikar Maria Tito Jose Maria Barrero Steven J. Davis Cem Özgüzel Cevat Giray Aksoy and Victoria Marino

























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