MALRAUX: il dono del cianuro e la resurrezione

Protagonista di spedizioni archeologiche in estremo Oriente negli anni 30, aviatore nella guerra civile spagnola, comandante della celebre Brigata Alsazia Lorena durante la Seconda Guerra Mondiale, ministro dell’Informazione nel primo dopoguerra e ministro della Cultura sotto il governo del generale De Gaulle: André Malraux (1901-1976).Un eclettico ,per definizione, fino agli anni 70 del Novecento.

Il romanzo principale di Malraux La condizione umana fa parte di quella che viene chiamata “la trilogia dell’estremo Oriente” e mette in primo piano il tema della fraternità che poi Malraux non abbandonerà più e che lo avvicinerà (anche se in modo diverso) al tema trattato ne “la peste” da Camus. 

Il romanzo è ambientato a Shanghai nel 1927 e mostra l’attesa dei rivoluzionari che si aspettano cambiamenti dall’arrivo del Kuomintang comandato dal generale Chang Kai Shek. Purtroppo come spesso accade, l’entrata trionfale del Kuomintang a Shangai, lungi dal liberare la città dall’oppressione dei generali del Nord, non farà altro che instaurare una nuova oppressione.

Al di sopra delle vicende e del loro sviluppo, come farà anni più tardi Camus nella peste, Malraux dipinge un affresco di una società dove ideali e motivazioni che spingono alla lotta sono molto diversi ma accomunati da un senso di fraternità che si percepisce in ogni momento.

Personaggi principali

KATOW il più strutturato dei personaggi che ha conosciuto anche la rivoluzione russa in anni precedenti

TCHEN un terrorista che vuole contrastare le sue angosce attraverso l’azione violenta

Kyo GISORS che lotta in nome dei suoi ideali

Il vecchio GISORS , padre di Kyo, che cerca di dare un senso alle sue azioni o al suo pensiero attraverso la filosofia.

Il pezzo più illuminante che illustra in modo magistrale il tema della fraternità è tutto racchiuso nell’episodio del dono del cianuro. KATOW è rinchiuso in prigione con altri compagni. Kyo GISORS è ormai un cadavere ai suoi piedi.

Da combattente che ha già conosciuto le torture durante la rivoluzione russa KATOW si rende lucidamente conto che i suoi due compagni di cella più giovani e spaventati finirebbero per parlare sotto tortura, e decide in un momento di sacrificio sublime e fraterno di fare loro un dono più grande della vita: dividere tra loro due la sua capsula di cianuro e aspettare con rassegnazione il momento in cui egli stesso verrà torturato sapendo che però non parlerà.

Malraux così scrive e descrive in modo suggestivo:

“Katow era solo, solo tra il corpo del suo amico morto e i suoi due compagni spaventati, solo fra questo muro e il fischio sinistro del treno perso nella notte. Ma un uomo poteva essere più forte di questa solitudine e forse anche di questo fischio atroce. La paura lottava in lui contro la più terribile tentazione della sua vita. Aprì la fibbia della cintura e disse a voce bassa:

“Souen, metti la tua mano sul mio petto e prendi quando la toccherò: vi darò la mia capsula di cianuro, ce n’è solo per due persone.”

Aveva rinunciato a tutto tranne che a dire che non ce n’era che per due. Sdraiato sul fianco spezzò il cianuro in due. Le guardie mascheravano la luce e sperò che non si muovessero……….

Impossibile vedere qualcosa: questo dono più grande della sua vita Katow lo faceva a questa mano calda che si posava su di lui, nemmeno a dei corpi, nemmeno a delle voci…. aspettò con tutte le fibre del suo corpo tese e di colpo senti una delle due voci:

“L’ho perso! È caduto”.

La voce era impercettibilmente alterata dall’angoscia come se una simile catastrofe non fosse possibile come se tutto dovesse sistemarsi. Anche per Katow era impossibile. Una collera senza limiti saliva in lui ma poi calava…. Eppure! Aver dato questo perché poi quest’ idiota lo perdesse!

I due compagni stavano sicuramente cercando tra di loro, poi iniziarono a cercare tra Katow e Souen.

Anche Katow cercava, sforzandosi di vincere la sua ansia, posando il palmo di 10 cm in 10 cm ovunque potesse arrivare. Le loro mani sfioravano la sua e improvvisamente una delle due la prese, la strinse, la mantenne stretta.

“Anche se non troviamo niente…..” disse una delle due voci.

Anche Katow , sull’orlo delle lacrime, preso da questa povera fraternità senza volto, addirittura quasi senza vera voce (perché tutti i sussurri si assomigliano) stringeva quella mano che gli veniva tesa in questa oscurità in cambio del più grande dono che lui avesse mai fatto e che forse era stato fatto invano. Benché Souen continuasse a cercare, le due mani restavano unite. La stretta divenne improvvisamente fortissima:

“Ecco.”

Oh resurrezione!

Attimi di vero pathos si avvertono nella scrittura nervosa di questo pezzo dove la capsula di cianuro cade per terra. E’ il terrore che si sia spezzata o che non si possa ritrovare dato che la cella è al buio.

 L’incontrarsi frenetico delle mani che cercano palmo a palmo la capsula per terra e si intrecciano in un ultimo segno di fraternità e, finalmente, il ritrovamento della capsula che permetterà ai due giovani terroristi di morire senza essere torturati. E’ una paradossale resurrezione.

In  questo episodio  si capisce il senso del titolo dell’opera, che ci rimanda ad un pensiero di Pascal: “immaginate un numero di uomini tutti in catene e tutti condannati a morte….quelli che restano vedono la loro condizione in quella dei loro simili.”

Bianca Maria San Pietro – Docente di francese in Università Bocconi di Milano
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