Ricevo dalla collega Bianca Maria San Pietro ,docente di francese in Bocconi e volentieri pubblico.
Patrick Modiano (Parigi 1945) è nato troppo tardi per aver vissuto gli anni bui dell’occupazione. Eppure, la motivazione con la quale gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 2014 recita così: “per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inesplicabili e scoperto il mondo della vita nel tempo dell’occupazione”.
Sicuramente l’atmosfera e il clima del periodo della guerra diventa ossessivo nei suoi primi 3 romanzi, La place de l’Étoile, La ronde de nuit (La ronda di notte), Les boulevards de ceinture, (I viali della circonvallazione), ambientati nella Parigi occupata che non ha conosciuto, e anche nel successivo Livret de famille (Libretto di famiglia), presentato come un’autobiografia.
Sicuramente queste sue prime opere sono state influenzate dalla figura del padre, un ebreo vittima del nazismo sicuramente, ma disposto a tutto pur di sopravvivere: quando nel 1943 venne fatto prigioniero riesce a sfuggire alla deportazione grazie ad amicizie collaborazioniste e questo ha lasciato nel figlio la sensazione di ambiguità riguardo alla personalità del padre e riguardo all’epoca dell’occupazione.
Modiano ha una carriera molto eclettica e creativa: collabora con il regista e produttore Carlo Ponti, fa il paroliere per Françoise Hardy, scrive libri per ragazzi in collaborazione con Jean Jacques Sempé, il famoso illustratore della serie Le petit Nicolas.
Scrive anche sceneggiature per il cinema. Il film più famoso di cui ha scritto la sceneggiatura è: Cognome e nome: Lacombe Lucien, regia di Louis Malle, candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 1974. Anche in questo caso, l’atmosfera degli anni della guerra ritorna: è la storia del giovane Lucien Lacombe, un ragazzo di campagna che vorrebbe entrare nella resistenza nel 1944 ma viene rifiutato e decide quindi di entrare a far parte dei collaborazionisti della Gestapo. Incontrerà una ragazza ebrea di cui si innamora e quando i collaborazionisti vogliono arrestarla, Lucien uccide il soldato tedesco incaricato di prelevarla e fugge con lei e con la nonna verso i Pirenei, ma verrà poi catturato e fucilato.
Nel 1978 vince il premio Goncourt con il romanzo Rue des boutiques obscures (Via delle botteghe Oscure), che per noi italiani evoca la sede dello storico PCI, ma che in effetti nulla ha a che vedere con questo: si tratta della strada dove Modiano ha vissuto per un certo tempo a Roma e alla quale ci riporterà il protagonista per cercare di risolvere il mistero della sua vita.
Il protagonista del romanzo è Guy Roland, (o forse lo stesso Modiano, visto che spesso l’autore si identifica nei suoi personaggi), investigatore in un’agenzia privata, vittima in passato di amnesia che, attraverso le ricerche che sta svolgendo per un incarico, piano piano riesce a dipanare, seppur solo in parte, i misteri della sua vita e della sua identità. Il romanzo è ambientato negli anni 60, ma è ricco di flashback che ci riportano all’epoca della guerra, e poi di nuovo in avanti, fino ad arrivare nel finale all’isola di Bora Bora in Polinesia. È un romanzo della memoria in tutti i sensi, innanzitutto per la ricerca ossessiva della propria identità da parte del protagonista, ma anche perché in filigrana traspare la vita di Modiano stesso.
Questo romanzo non ha un vero finale, anzi, come succede in varie opere di Modiano, ha un finale senza finale, quasi a voler mostrare il pensiero dell’autore, convinto che la sua indagine introspettiva non potrà mai avere fine.
Prof. Giorgio Fiorentini
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