Accertamento da mezzo milione di euro mai notificato: per il Fisco l’azienda non esiste

Il Fisco dichiarava di non riuscire a notificare gli atti alla società poiché non esisteva la sede legale ma la Corte D’Appello di Lecce accerta la falsità delle dichiarazioni. Per Milano PerCorsi “Vicenda da approfondire, sulla querela di falso presto organizzeremo attività formative”.

Vicenda quanto meno particolare quella accaduta a una impresa salentina, assistita dall’Avv. Matteo Sances, che a distanza di anni è riuscita a provare di non aver mai ricevuto un atto fiscale da circa 600 mila euro. Il motivo?

I funzionari avevano dichiarato di non aver potuto notificare l’atto fiscale perché la sede della società era inesistente ma ciò non era vero (sentenza della Corte d’Appello di Lecce n.968 del 23.11.2023 )

I fatti.

Nel 2014 la società riceveva una iscrizione ipotecaria sui suoi immobili per centinaia di migliaia di euro da parte del Fisco. Dopo alcune verifiche la società apprendeva che il motivo dell’azione fiscale derivava da un precedente accertamento fiscale che tuttavia non era mai pervenuto e che addirittura i funzionari addetti alla notifica dichiaravano di non aver potuto consegnare poiché l’indirizzo della sede della società era inesistente.

La società, dunque, oltre a impugnare le pretese fiscali dinanzi ai giudici tributari avviava contemporaneamente un’azione legale, chiamata querela di falso, per far accertare la falsità delle dichiarazioni dei funzionari. Ebbene, al riguardo i giudici della Corte d’appello dichiarano che risulta provata la falsità della seconda raccomandata “avendo il querelante provato che all’epoca della notifica effettuata dal messo speciale, in data 18.11.2013, in effetti la sede legale della società era in Lecce, in via ……, dove il messo ha attestato di non aver rinvenuto alcuna targhetta della società e che quest’ultima era sconosciuta all’esito delle informazioni anche camerali acquisite”.

Alla luce di ciò, la Corte d’Appello ha anche condannato l’ente al pagamento di migliaia di euro di spese legali.

Sul punto, interviene il Presidente di Milano PerCorsi, il Dott. Marcello Guadalupi per segnalare che “Sicuramente il caso è molto particolare perché la società è stata costretta ad avviare un’azione legale ad hoc per far emergere la falsità di quanto dichiarato dai funzionari notificatori che prende il nome di querela di falso. Ciò avviene in sostanza quando dei pubblici ufficiali dichiarano cose non corrispondenti al vero (in questo caso si è accertato che la società aveva la sede legale). Riteniamo opportuno segnalare questa sentenza soprattutto per informare i contribuenti e i professionisti in cosa consista l’azione di querela di falso – azione legale poco conosciuta anche tra gli addetti ai lavori –  ed ecco perché a breve abbiamo intenzione di organizzare un evento formativo sul punto”.

dalla Redazione
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