LA CORTE UE FA SALTARE LA GIUSTIZIA SPORTIVA

Le sentenze sportive devono poter essere esaminate da un giudice indipendente: è quanto emerso dalla Corte di giustizia dell’Unione europea interrogata sul punto dal TAR del Lazio. Questa sentenza può cambiare completamente la giustizia sportiva italiana.
 
La decisione del 16 luglio 2026 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea rappresenta una svolta storica che scardina l’autonomia assoluta della giustizia sportiva italiana, stabilendo che i giudici statali devono avere il potere di annullare le sanzioni delle federazioni quando queste ledono le libertà professionali ed economiche garantite dal diritto UE (Causa C-425/24, FIGC et CONI).
 
Sul punto, è intervenuto l’Avv. Matteo SancesDa settimane insieme al comitato scientifico di Partite Iva Nazionali attendevamo la pronuncia della Corte Europea perché siamo convinti che stravolgerà le regole della Giustizia sportiva in Italia e tante saranno le conseguenze per le associazioni e società sportive”.
 
L’Avv. Matteo Sances fa presente che la sentenza emessa dalla Corte Europea, originata dai ricorsi di alcuni dirigenti sportivi di una società di calcio al Tar del Lazio, fissa dei principi fondamentali, ossia:
1)      I giudici ordinari devono poter cancellare la sanzione sportiva e disporre misure cautelari d’urgenza. Fino a oggi, la legge italiana (legge 280/2003) consentiva al TAR solo di concedere un risarcimento economico, lasciando intatta la squalifica;
2)      Spetta ora al TAR del Lazio verificare se l’attuale sistema di giustizia sportiva garantisca un controllo davvero indipendente, rispettando il diritto alla difesa e il principio del contraddittorio.
 
In pratica il modello della “pregiudiziale sportiva” viene di fatto superato nei casi in cui siano in gioco diritti fondamentali dell’individuo o delle imprese professionali.
Ora la palla passa nuovamente ai giudici amministrativi italiani, che dovranno ridefinire i confini del processo sportivo applicando i principi europei. Il rischio concreto per le federazioni, a partire dalla FIGC, è di vedere azzerata la certezza dei propri campionati e dei propri provvedimenti disciplinari ogni volta che un dirigente, un calciatore o un club deciderà di ricorrere alla giustizia civile o amministrativa.

dalla Redazione
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