| Arrivi, presenze e bilancia commerciale in crescita Il 2026 si conferma un anno d’oro per il turismo italiano. I dati diffusi da Istat, Ministero del Turismo, Banca d’Italia e dai principali centri di ricerca del settore raccontano una crescita solida, trainata soprattutto dalla componente estera, e un posizionamento dell’Italia sopra i principali competitor europei. Il primo trimestre: arrivi e presenze in forte aumento Secondo la nota flash diffusa da Istat, nei primi tre mesi del 2026 gli esercizi ricettivi italiani hanno registrato 23 milioni di arrivi e 71,6 milioni di presenze, con incrementi rispettivamente del 4,2% e del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare la crescita è soprattutto la domanda internazionale: le presenze straniere sono aumentate del 12,3% e rappresentano ormai il 54,6% del totale, mentre la componente italiana cresce più moderatamente (+2,2%). Il mese di marzo si conferma il più dinamico del trimestre, con le presenze straniere in aumento del 17,4% su base annua. Guardando alla tipologia di struttura, il comparto extra-alberghiero — che include anche gli affitti brevi — cresce più rapidamente (+14,7%) rispetto a quello alberghiero (+3,9%), segno di una domanda sempre più orientata verso soluzioni ricettive alternative. Marzo da record e un’Italia sopra la media europea I dati Istat relativi al solo mese di marzo mostrano numeri ancora più marcati: 8,9 milioni di arrivi (+15,5% sull’anno precedente) e 26,9 milioni di presenze (+20,6%). Confrontando questi risultati con quelli dei principali Paesi concorrenti, l’Italia si distingue nettamente: l’aumento delle presenze supera quello registrato da Spagna, Germania e Francia, mentre la Grecia fa segnare addirittura un calo. Sul fronte della permanenza media, l’Italia si posiziona al secondo posto tra i grandi competitor, dietro solo alla Spagna. A confermare la vivacità del settore anche il tasso di saturazione alberghiero rilevato da The Data Appeal Company: a maggio l’Italia ha raggiunto il 55,1% (+8,2% rispetto allo stesso mese del 2025), un dato superiore a quello di Grecia, Francia e Spagna. Le previsioni del Ministero del Turismo per il trimestre estivo giugno-agosto indicano un tasso di saturazione complessivo del 51,2%, ancora una volta il più alto tra i competitor europei. Trasporti e soddisfazione dei turisti Anche il comparto aeroportuale conferma il trend positivo. Secondo i dati di Assaeroporti, il traffico aereo negli scali italiani ha superato i 17 milioni di passeggeri a marzo (+4,9% sull’anno precedente) e i 20 milioni ad aprile (+2,6%), con una crescita particolarmente sostenuta della componente internazionale. Cresce anche il livello di gradimento espresso online dai visitatori, con un indice di soddisfazione pari a 87,5 su 100. L’impatto economico: bilancia turistica in surplus Il turismo si conferma un pilastro dell’economia nazionale anche sul piano dei conti con l’estero. Nel primo trimestre 2026 la bilancia dei pagamenti turistica ha registrato un surplus di 1.642 milioni di euro, in crescita del 34,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo mese di maggio l’avanzo ha toccato i 2,7 miliardi di euro, a fronte di una spesa dei turisti stranieri pari a 5,4 miliardi. Guardando al bilancio dell’anno precedente, la spesa dei viaggiatori internazionali in Italia nel 2025 aveva raggiunto 56,7 miliardi di euro, generando un surplus turistico di 22,7 miliardi, pari a circa l’1% del PIL nazionale. Le mete preferite e le nuove tendenze Tra le destinazioni italiane più richieste emergono Puglia, Sardegna, Sicilia e Calabria, mentre tra le mete estere restano popolari le Baleari e le isole greche, con segnali di ripresa anche per il Mar Rosso. Si registra inoltre un ritorno di interesse verso il Nord Europa e le tratte a lungo raggio verso Giappone, Cina e Sud America. Nella stagione calda, quasi 8 milioni di italiani hanno scelto la montagna come rifugio dalle alte temperature, con il Trentino-Alto Adige in testa alle preferenze. Da segnalare infine la crescita a doppia cifra del comparto crocieristico rispetto ai pacchetti di viaggio tradizionali. Sul fronte alberghiero, i dati del secondo trimestre elaborati da Trademark Italia mostrano un’occupazione camere media nazionale del 76,9%, con un prezzo medio di 172,38 euro a notte. Il Centro Italia guida la classifica territoriale con un’occupazione superiore all’80%, seguito da Nord-Ovest, Sud-Isole e Nord-Est. Un settore strategico per il Paese Le stime più recenti indicano che nel 2026 l’Italia abbia superato i 160 milioni di arrivi turistici complessivi, con una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente. Il settore contribuisce oggi per circa 240 miliardi di euro all’economia nazionale, pari al 13,2% dell’occupazione: secondo le proiezioni dell’ENIT, questo apporto potrebbe salire a 282 miliardi di euro entro il 2035, sfiorando il 16% dell’occupazione totale. Nel complesso, il quadro che emerge dai dati disponibili è quello di un turismo italiano in salute, capace di consolidare la propria attrattività internazionale e di generare valore economico crescente per il sistema Paese. dalla Redazione ©RIPRODUZIONE RISERVATA |
Nel 2026 vola il turismo in Italia

























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