Riforma delle professioni: gli avvocati tagliano il traguardo, gli altri Ordini restano ai blocchi di partenza

Diciotto mesi dopo il via libera del governo, la riforma degli ordinamenti professionali entra nel rettilineo finale, ma non per tutti allo stesso ritmo. La commissione Giustizia del Senato ha chiuso il voto sugli emendamenti al disegno di legge delega sull’ordinamento forense, già approvato dalla Camera in prima lettura lo scorso 26 maggio. Senza ulteriori correzioni al testo, dopo il mandato conferito ai relatori Erika Stefani, Pierantonio Zanettin e Gianni Berrino, il provvedimento procede ora verso l’approvazione definitiva a Palazzo Madama, attesa entro la metà di luglio.
Il cuore della riforma per gli avvocati riguarda il compenso. Resta il principio della libera pattuizione tra le parti, ma nei casi disciplinati dall’equo compenso la parcella dovrà essere commisurata a quantità e qualità della prestazione, anche in base agli obiettivi raggiunti. Ogni due anni il ministro della Giustizia, su proposta del Consiglio nazionale forense, dovrà fissare per decreto i parametri di riferimento, applicabili in assenza di accordo scritto tra le parti o in sede di liquidazione giudiziale.
Parallelamente, la stessa commissione ha completato l’esame degli emendamenti al secondo provvedimento, quello che riordina le regole di quindici categorie professionali: agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari. Anche per questo testo si prospettano tempi rapidi in Aula, secondo il relatore Sergio Rastrelli.
Il quadro resta invece più incerto per le altre due deleghe della stessa maxi-riforma, quella sulle professioni sanitarie e quella su commercialisti ed esperti contabili: alla Camera l’esame degli emendamenti nelle commissioni Affari sociali e Giustizia è ancora in corso. I quattro disegni di legge erano stati varati dal governo in due Consigli dei ministri nella prima metà di settembre 2025 e puntano ad aggiornare deontologia, tirocinio, formazione continua e sistemi elettorali interni per centinaia di migliaia di iscritti a Ordini e Collegi.
Per chi opera in ambiti regolamentati, dal settore legale a quello tecnico-scientifico, fino ai comparti regolatori più vicini al farmaceutico e al cosmetico, la partita non è solo formale: la riforma ridisegna l’accesso alla professione, il ricambio generazionale e, nel caso dei legali, il valore economico riconosciuto al lavoro intellettuale. Per gli avvocati il countdown è già iniziato; per gli altri Ordini la strada resta più lunga.

dalla Redazione
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